#mammeasanremo – 42 nella giuria delle mamme

Sto scrivendo questo post con gli Skiantos nelle orecchie, lo so, sarebbe meglio non aspettare la morte di un artista per riscoprirlo… ma a qualcosa servirà pure quel coccodrillo pubblicato sui quotidiani.

Mentre Freak dichiara quanto gli piacciono le sbarbine, comincio a riflettere sull’imminente Festival di Sanremo: lo amo e l’ho sempre amato. Fin da quando Enrico Ruggeri dichiarò pubblicamente alla Contessa “tu non sei più la stessa”, ma forse anche da prima degli anni ’80.
Compravo TV sorrisi e canzoni per avere i testi pronti, dopo cena sfoderavo il giornale, staccavo l’inserto centrale, mi posizionavo davanti alla tv. MIA!

Cantavo ancor prima di leggere, mi inventavo musica e parole (restò mitico il pezzo: “Quando nasce l’arcobaleno” registrato da mia madre su una cassetta ed ancora in suo possesso… avevo 5 anni, da ricatto), quando cominciai a leggere iniziai a cannibalizzare i giornali di mia madre per imparare i testi delle canzoni più trasmesse alla radio: Mina, Battisti, Mia Martini, ma anche Cochi e Renato. Non era importante COSA , era importante CANTARE.
Siccome la voce non era male, il catechismo mi fece arrivare prima in chiesa, nel coro dei bambini, poi all’Oratorio Salesiano con gli Spiritual Songs. Lì imparai a strimpellare la chitarra, il Canzoniere divenne il mio migliore amico e il barrè il mio peggior nemico (abbiamo ancora dei conti in sospeso, in effetti).
Ma cantavo, quello era importante, in un gruppo con un centinaio di elementi tra coro e band. Si facevano i concerti in estate, si studiava e si partecipava alle festività in inverno.

Durante il festival ero sempre la prima ad imparare le canzoni.
Compravo ancora TV sorrisi e canzoni, staccavo l’inserto centrale e lo portavo a scuola, al liceo. All’intervallo, con Gloria Lorenzini, si davano i voti alle canzoni (Albano e Romina sempre zero… poveretti ), e se lei non le ricordava, gliele cantavo. Mango. Anna Oxa. Alcune le ricordo ancora, altre sono svanite nella nebbia dei ricordi.
Ho continuato a seguire Sanremo nel tempo, magari un po’ meno assiduamente, forse stanca di vedere vincere il raccomandato dell’anno ( tipo quello dei luoghi e dei laghi), stanca delle polemiche inutili, delle presentatrici inette.
Devo dire che Fabio Fazio e Luciana Littizzetto mi piacciono, soprattutto per la loro professionalità. Ditemi che li pagano troppo, che sono mosci (la Littizzetto moscia???) che sono politicizzati… ma almeno infilano una frase corretta, con corretti tempi verbali, nel corretto tempo tecnico. Tutto sommato è ciò che professionalmente si chiede a loro. Se poi non sono anche belli, non ci si può far nulla.

Quest’anno ricomincio. Compro TV sorrisi e canzoni, mi collego su Fb, apro Twitter, mi loggo a Google+, e ascolto. Aspetto con trepidazione l’esibizione di Zibba, mio concittadino e grande artista. Poi vi dico….

Vorrei precisare che l’anno scorso ho ascoltato Marco Mengoni cantare (uscì per primo) poi ho cambiato canale. Mio marito, stupito, mi ha chiesto il perchè. Ho risposto che tanto, la canzone vincitrice l’avevo appena ascoltata.

Seguite #mammeasanremo per avere l’opinione della giuria mammesca!

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