#911dovero #neverforget

Ma io, dov’ero?

Quel giorno là, quello in cui quei pazzi decisero di distruggere un simbolo, io dov’ero?

Quando la guerra di religione diede la mano alla guerra economica, e insieme salirono su un aereo, io dov’ero?

Mentre nei cuori e negli stomaci di un gruppo di fanatici si aggrovigliava l’odio, mentre nelle pance dei passeggeri si scioglieva il terrore, mentre negli occhi del mondo si versavano le immagini del crollo della prima torre… della fuga, della polvere, delle fiamme… mentre i cuori, per un attimo, persero il battito, quando si vide arrivare il secondo aereo… io dov’ero?

Mia figlia aveva solo due anni, e come i bambini di quell’età stava facendo il riposino pomeridiano sul divano. Io ne ho approfittato per guardarmi un film in santa pace, senza perdere metà di ogni dialogo per soddisfare le sue richieste e capire, una volta tanto, la trama. Vita da mamma. 

Undicisettembre, per noi che viviamo al mare oggi si può fare ancora il bagno, se il sole è abbastanza caldo. Mio marito è già a spiaggia perché noi abbiamo un chiosco che vende il paradiso ai bagnanti sotto forma di bibite e gelati. Così, quando la mia piccola Principessa si sveglia, ci dirigiamo a spiaggia per mangiare un gelato e giocare un po’.

In questo piccolo paesino quando succede qualcosa lo capisci subito: le notizie si muovono velocissime, e lo intuisci da come la gente chiacchiera e ridacchia, che c’è qualcosa di nuovo da raccontare. Ma stanno tutti zitti, oggi. Che strano, ci sarà una partita della nazionale, penso. L’ultima volta che ho sentito questo silenzio, e il sonoro dei televisori che arriva dalle finestre aperte delle case, tutti sincronizzati sullo stesso canale… giocava l’Italia… erano i mondiali di calcio… ma quest’anno non ci sono i mondiali…

Non capivo.

In quel momento ho pensato ” è accaduto qualcosa di terribile, per aver unito tutti, ammutoliti, davanti alla tv, sintonizzati sullo stesso canale.” 

Spingevo il passeggino di mia figlia chiedendomi cosa fosse successo, le vie del centro erano deserte e sentivo ancora arrivare l’audio dei televisori e delle radio nei bar, ma non capivo le parole. Non ho incontrato quasi nessuno finchè sono arrivata sulla passeggiata a mare. Lì, dall’alto, ho potuto vedere lo strano effetto di un aereo lanciato contro un grattacielo dall’altra parte del mondo: tutte le persone presenti sulla spiaggia erano raggruppate attorno al chiosco, con la radio al massimo, immobili ad ascoltare. Ma non succedeva solo davanti da me, ma in tutte le spiagge. Potevo sentire l’audio delle radio sincronizzato provenire da ogni direzione. In quel momento ho capito la portata della tragedia che avveniva così lontano, eppure abbastanza vicino ai nostri cuori da colpire tutti, indistintamente. 

Dopo abbiamo visto il teatro, le urla, gli schianti.

La sofferenza era già arrivata.

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Un pensiero su “#911dovero #neverforget

  1. Ciao, io ero incinta e mo ricordo che guardavo in TV cosa stavo succedendo e avevo paura per la bimba che avevo in grembo.

    Di anno in anno la paura di quella data sta pian piano scemando, ma mi chiedo se ci sarà un giorno in cui 11 settembre tornerà ad essere nella mia menta una data come un’altra.

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