Cronaca di una mattinata con risvolti ridicoli, e di una borsa in fettuccia.

C’è che la mattinata è cominciata male.

Abbiamo portato il piccoletto in ospedale per una visita con l’anestesista, in vista di un leggero intervento, quindi ci siamo sciroppati la coda dei lavoratori automobilisti alle 8:00 ad Albissola. Poi il piccoletto ha svomitato la colazione davanti all’ingresso dell’Ospedale. Poverino, che ci vuoi fare, crescerà e non soffrirà più il mal d’auto. Peccato che, nel farlo, abbia in parte svomitato sui miei pantaloni e sulle mie scarpe, oltre che sulle sue. Ma è stato grande: passata la tempesta mi ha detto “bene, ora andiamo che ci aspettano”. Ci aspettavano talmente tanto che abbiamo aspettato noi, almeno un’ora e mezza, ma ne abbiamo approfittato per ripulirci un po’. Dopo un colloquio durato tre minuti, durante i quali la dottoressa è anche riuscita a pesare il frugoletto, nonché a guardargli la gola (dopo essere stata avvertita dell’accaduto, ma ha risposto di essere abituata a BEN altro) siamo partiti per un giro turistico in chirurgia 2, dove un’infermiera rottwailer ci ha abbaiato di aspett, veng, stat, avant. Ora: io lo capisco che fai un lavoro impegnativo sia dal punto di vista fisico che psicologico, ma anche tu capiscimi, che non è una festa andare all’ospedale (a meno di non andare a far visita ad una neomamma con neonato) quindi non sono qui per darti fastidio, ma perché sono costretta.

Riporto il piccoletto a scuola, lui se ne va a giocare con i compagni, sollevato. La nausea gli è passata così bene che si è anche mangiato un pezzo di focaccia.

C’è che la giornata continua, forse anche peggio.

Mi hanno piazzato una zona disco sotto casa. Ventitré parcheggi utilizzati solo da residenti, la via tutta divieto di sosta, e loro ci piazzano una zona disco nell’unico parcheggio nell’arco di 500 metri. Così vado forzatamente a richiedere il bollino per i residenti. L’impiegato si stupisce che le pratiche siano complete e firmate. Entrambe. Io ho due figli e bado a loro. Entrambi. Dov’è il problema? Torni sabato a ritirare le tessere. Ok.

Ho necessità di tirarmi su così entro in modalità “figa da paura” e passeggio con stile per le vie del centro, ostentando sul braccio la mia borsa nuova. Sarà che è rossa, ma di un rosso più rosso del normale, e si nota. Così dimentico di avere i pantaloni schizzati di svomitino, le scarpe idem, l’infermiera rottwailer , l’attesa nel corridoio, la sgradevolezza dell’impiegato saputello che si rimbalza la competenza con i vigili urbani. Mi scordo tutto perché, improvvisamente, sono figa.

Sono le 11:00 e dovrei andare a preparare il pranzo, Ma c’è il sole, il venticello tiepido, il mare, così mi faccio un giro, tirandomela a dismisura. Me la passeggio sul lungomare, giro in piazza del pallone e mi infilo in negozio da Sara per mostrarle che con la sua fettuccia ho fatto una borsa bellissima. Son soddisfazioni. Sara non c’è ed io mi compro dell’altra fettuccia per fare un’altra borsa.

Se fate le brave vi faccio anche il tutorial.

Così potrete fare le fighe da paura anche voi.

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Cronaca di una mattinata con risvolti ridicoli, e di una borsa in fettuccia.